Violenti contro ogni “specie”

Ogni giorno le cronache sono sconvolte da casi di reati contro gli animali e da atti scellerati contro l’ambiente: nonostante leggi molto severe, manca ancora, a molte persone, una coscienza sul rispetto delle altre forme di vita.

Sono reati gravi, punibili secondo quanto previsto dal codice penale: ma in tutto il mondo (e anche in Italia) siamo ben lontani dalla formazione di una cultura del rispetto nei confronti delle altre forme di vita. Oltre all’ambiente circostante, sono gli animali ad essere oggetto di maltrattamenti o di vere e proprie torture per asservire fini di lucro o frustrazioni di personaggi senza scrupoli.

In Italia è il Corpo Forestale dello Stato a tutelare l’incolumità degli animali, avvalendosi di normative apposite. Già dal 2004, con la legge n°189, contenente le “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate” (titolo IX-bis – “Dei delitti contro il sentimento per gli animali”) sono previste gravi sanzioni amministrative e penali per chi usa violenza o uccide, per chi organizza o promuove spettacoli, combattimenti o manifestazioni che comportano sevizie per l’animale, per gli addestratori che volutamente allenano per atti violenti, e per coloro che li abbandonano. Per contrastare maggiormente questo fenomeno, ormai da quasi dieci anni, è stato istituito il Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA), che si avvale di personale tecnico specializzato per studiare ed intervenire nella rete di crimini contro la fauna. Giusto due statistiche, come riporta una nota dell’Ufficio Stampa: da giugno 2005 a luglio 2014 sono state denunciate più di trecento persone, sequestrati più di quindicimila animali (più di novemila cani, un migliaio di gatti, ma anche pappagalli, tigri, leoni, cavalli, ovini e molte altre specie) e sequestrate 700 strutture e decine di automezzi utilizzati per traffici illeciti, per un valore di circa 21,5 milioni di euro. E senza considerare i sequestri amministrativi. Ma non si tratta solo del reato a danno di creature innocenti a preoccupare: secondo un’indagine scientifica dell’Associazione Link-Italia (www.link-italia.net), che collabora con il Corpo Forestale dello Stato, esisterebbe una diretta relazione tra i crimini violenti compiuti a danno di altri esseri umani e quelli contro gli animali: nello specifico è stato analizzato che molti individui aggressivi, che si sono macchiati di atrocità verso altre persone, abbiano compiuto una sorta di macabro “allenamento” già sugli animali, probabilmente già nel corso dell’adolescenza. È dunque un fenomeno di notevole rilevanza sociale, da non sottovalutare assolutamente, che merita ulteriori studi e approfondimenti. Senza dimenticare che la salvaguardia dell’intero Creato, della Natura e dell’Ambiente è una nostra responsabilità: scelte sbagliate e menefreghismo ricadono inevitabilmente su di noi e sulle prossime generazioni. E se non si cambia rotta, ad un certo punto, non si potrà più tornare indietro.

Fabio Figara

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