Giornata della Terra, 50 anni di battaglie per il nostro pianeta

Erano i primi mesi del 1969: a Santa Barbara, in California, accadde uno dei più gravi disastri ambientali degli Stati Uniti, causato dalla fuoriuscita di petrolio da un pozzo della Union Oil. Nelson decise così di portare il problema ambientale all’attenzione dell’opinione pubblica. Successivamente, il senatore Democratico statunitense Gaylord Nelson, già promotore di incontri e conferenze dedicati a temi ambientali, propose l’istituzione dell’Earth Day.

Era il 22 aprile 1970. Grazie al coinvolgimento di migliaia di college, università e varie istituzioni accademiche e associazioni ambientaliste, milioni di cittadini statunitensi si riunirono per la prima volta per la giornata mondiale dell’ambiente. Fu anche istituito l’Earth Day Network (EDN), un’organizzazione diventata poi internazionale per coordinare le iniziative dedicate all’ambiente durante tutto l’anno (dell’EDN fanno ora parte migliaia di movimenti e associazioni da tutto il mondo).

E finalmente, nel 1992, a Rio de Janeiro si tenne il cosiddetto Summit della Terra, la prima conferenza mondiale dei capi di stato sull’ambiente.

Dopo un difficile processo di accordo, che aveva visto una limitata partecipazione al protocollo di Kyoto e alla mancanza di un accordo a Copenaghen nel 2009, nel 2015 i capi di stato e di governo di 195 paesi hanno siglato il cosiddetto Accordo di Parigi  per definire un piano d’azione globale per evitare cambiamenti climatici pericolosi, tentando di limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2º C, attraverso una serie di procedure e obiettivi da rivedere ogni cinque anni.

Foto di Sarah Richter da Pixabay

C’è un grande scontro tra politiche economiche, tra Paesi industrializzati e Paesi emergenti, un divario che pare incolmabile tra ricchi e poveri, tra multinazionali e sfruttamento delle risorse. Forse la pandemia da Coronavirus ci aiuterà a riflettere sul ruolo dell’Homo Sapiens rispetto alle altre forme di vita…

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